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«Il Sentiero Invisibile»: il successo di un festival che si è fatto sentire

Bresciaoggi – Al Palasport di Ponte di Legno circa 1300 persone alla serata inaugurale del festival con Crepet, oltre duemila per gli incontri con Gramellini e Severgnini Lo psichiatra e scrittore Paolo Crepet ha aperto «Il Sentiero Invisibile»


L’obiettivo era chiaro e focalizzato fin dalla prima scintilla, dal momento decisivo, dall’idea programmatica all’origine di un’ispirazione che prima di trasformarsi in progetto compiuto ha richiesto quasi un anno di lavoro e cesellatura: «Stimolare un pensiero comune, un dialogo collettivo e partecipato capace di creare una possibilità di cammino laddove ancora non esiste». Nella convinzione che «camminare insieme rappresenta una nuova possibilità di ricostruzione della nostra idea di comunità umana; quella capacità, oggi più che mai necessaria, di ridefinire insieme quali modelli di abitabilità vogliamo per il nostro pianeta, quali valori da condividere, quale visione da abbracciare lungo i varchi che scopriamo insieme, giorno dopo giorno». Letteratura, editoria, arti e contaminazioni confinanti, gli strumenti d’elezione; illustri testimoni del nostro tempo come espediente narrativo capace di lasciare un segno profondo lungo «Il Sentiero Invisibile», Festival nato dalla collaborazione tra l’associazione culturale OltreConfine con la Proloco, la Biblioteca Civica e l’amministrazione comunale di Ponte di Legno, con la direzione artistica di Stefano Malosso, che nel lungo weekend appena concluso ha catalizzato al Palasport migliaia di persone, con estensioni anche nei format a corollario del principale, dagli aperitivi con le autrici – Virtus Zallot e Nadia Busato le protagoniste – fino all’interazione tra turisti, appassionati o semplici curiosi che per osmosi ha inebriato le vie del paese. «Circa 1300 persone hanno gremito la sala per la serata inaugurale con Paolo Crepet, oltre duemila per gli incontri con Massimo Gramellini e Beppe Severgnini, applauditissimo è stato anche il concerto di Massimo Bubola» sottolinea lo stesso Malosso. «Al di là dei numeri e della straordinaria risposta del pubblico, però, il dato particolarmente significativo è che tutti questi autori hanno scoperto e vissuto un luogo, Ponte di Legno appunto, rimanendone conquistati: sono state giornate ricche da un punto di vista umano oltre che professionale». Per il Comune della Valle Camonica l’occasione è dunque propizia per mettersi al centro del dibattito, non ultimo in vista dell’appuntamento Brescia-Bergamo capitale della cultura all’orizzonte per il 2023: «È stata un’edizione numero zero, un grande cantiere di idee, visioni e progetti, cui abbiamo lavorato intensamente e senza sosta grazie anche a una serie di altre realtà attive sul territorio, come la cooperativa Il Leggio, il Consorzio Pontedilegno-Tonale e Valle Camonica, La Valle dei Segni, e alla partecipazione attiva di un gruppo di ragazze e ragazzi che credono nel valore della cultura declinato in una terra ricca di bellezze naturali, storiche e culturali…Volevamo fortemente essere presenti a Ponte di Legno, valorizzando il erritorio attraverso la promozione di una cultura libera, trasparente e partecipativa. “Il sentiero invisibile“ si è manifestato visibilmente per 4 giorni intensissimi, i cui riscontri sorprendenti – conclude Malosso – ripagano del duro lavoro e permettono di poter annunciare senza esitazione che l’anno prossimo ci sarà la seconda edizione del festival». •. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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